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La candidatura di Luigi De Magistris alle elezioni europee con la “maglia” di Di Pietro, altro ex magistrato, è il pezzo forte tra le notizie pubblicate stamane dai giornali. Trovo, tra gli altri, particolarmente illuminanti gli articoli di Mario Ajello sul Messaggero, Guido Ruotolo sulla Stampa e Gianluigi Paragone su Libero. Se non lo avete ancora fatto, li offro ad una vostra riflessione. Io, la mia, l’ho già fatta.
Dalla toga alla politica, quando l’insuccesso paga
ROMA - «Va migliorata l’immagine dell’Italia in Europa». Ecco il proclama elettorale del giudice De Magistris. E però la sua candidatura al parlamento di Strasburgo, sotto le insegne di Di Pietro, è destinata non ad aumentare la credibilità internazionale del nostro Paese ma a diminuirla assai. Con De Magistris nelle liste dell’Italia dei Valori viene esportato il format, ormai classico e non edificante, del magistrato che fa giustizia spettacolo, che cavalca i media a colpi di inchieste tanto clamorose quanto inconsistenti, che fomenta la demagogia anti-casta promettendo chissà quali verità che non arrivano, e poi - a dispetto delle archiviazioni delle sue indagini e degli impianti accusatori che si sgonfiano come panna montata - si gioca i suoi insuccessi nel campo politico ed elettorale. Il format De Magistris altera gli equilibri politici due volte. La prima quando, accusando Mastella e indagando Prodi, senza poi riuscire a dimostrare niente, non solo getta discredito su due protagonisti della vita politica ma mette in crisi, fino alla liquidazione, un governo legittimamente scelto dai cittadini nelle urne. La seconda quando va all’incasso di questa operazione, presentandosi davanti agli elettori come il giustiziere senza macchia e senza paura e come la vittima di tutti i poteri italiani - compreso il Csm che lo ha rimosso dal suo posto nella Procura di Catanzaro e l’ha mandato a Napoli - che gli avrebbero impedito di «svolgere la mia funzione di pm», come ha spiegato nel suo primo discorso da candidato. Serve, alla politica italiana e al buon nome della nazione, questa ennesima anomalia? Occorre un Di Pietro bis? No. Anzi, la candidatura del titolare di proverbiali - dall’inchiesta «Poseidone» a quella «Why not» - finisce per dare ragione a chi pensa: vedete? i giudici usano la toga per obiettivi politici! E chi mai potrà dimostrare che De Magistris non abbia indagato e rovinato la carriera di Mastella - che infatti dice: «Ora capisco tutto» - per poi farsi bello davanti agli elettori giustizialisti, pur non avendo niente di credibile fra le mani? Bene ha fatto il vice-presidente del Csm, Nicola Mancino, a dire - almeno - che una volta fatta la scelta dell’impegno di partito un giudice non può tornare alla professione precedente. Perchè questo rappresenterebbe uno scandalo nello scandalo. Così come sconcerta il gioioso protagonismo di Gioacchino Genchi - lo ”spione” telefonico, il braccio destro del pm di Catanzaro e che teneva sotto controllo istituzioni come il Csm e la Presidenza della Repubblica e tanti esponenti politici - il quale esulta: «Condivido la scelta politica di De Magistris e l’ho incoraggiato io». L’ex pm avrebbe dovuto scoraggiare se stesso. Ma quando la giustizia si riduce a trampolino mediatico e a piattaforma politica, il limite del senso di responsabilità, e del rispetto della separazione fra i poteri, è già superato ampiamente. Malamente.
Il Messaggero
Mario Ajello
19 marzo 2009
Gigi e Tonino, destini e carriere paralleli
(…) In un’intervista al “Mattino”, Antonio Saladino racconta dei suoi incontri con Tonino e Di Pietro. Il primo risale alla campagna elettorale del 2001. Di Pietro scende a Lamezi Terme per conoscerlo. Il secondo ravvicinato avviene a Roma: Saladino accompagna da Di Pietro un ex senatore Dc che voleva candidarsi con Idv. Il terzo non si è tenuto per decisione di Saladino, che aveva ricevuto nel frattempo un avviso di garanzia. Solo che quell’incontro fu voluto da un certo Angelino Arminio. Quando esplose la bufera su Catanzaro al Csm, venne fuori che anche il vice presidente di Palazzo dei Marescialli, Nicola Mancino, aveva avuto rapporti con Saladino. Il consulente Genchi scovò una traccia telefonica risalente al 2001. Mancino si difesa così: “Quella telefonata fu fatta da un’altra persona, da un rappresentante di Cl, Angelino Arminio che nel 2001 era nella schiera dei miei collaboratori”. Si offese, Mancino. Masticò amaro, e ieri ha reso in qualche modo la pariglia: “Mai più De Magistris in magistratura”. Arminio, collaboratore di Nicola Mancino e Arminio collaboratore di Antonio Di Pietro? I detrattori di De Magistris, poi, scommettono che l’agenda di Saladino non sia stata sfruttata del tutto dal consulente Genchi. L’imprenditore della Cdo aveva rapporti con il presidente della commissione giustizia della Camera, Pino Pisicchio, Idv. E con Aurelio Misiti, ex assessore regionale calabrese della giunta Chiaravallotti (centrodestra) transitato poi nel partito di Di Pietro.
La Stampa
Guido Ruotolo
19 marzo 20090
La nuova Stella di Tonino è l’indagato De Magistris
(…) De Magistris e Vulpio, il magistrato e il cronista, si sono ritrovati ieri sullo stesso tavolo con Di Pietro, il loro nuovo mentore in questa avventura politica a quanto pare salvifica. Salvifica per noi cittadini intendo. “Stanno svuotando la Costituzione – ha tuonato De Magistris, ormai calato nelle vesti di bel candidato dell?italia dei Valori – e c’è bisogno di far comprendere all’Europa com’è a rischio la nostra democrazia”. Calma, ragazzo, si metta in fila perché fuori c’è la coda di chi pensa e scrive che in Italia la democrazia è a rischio. Ovviamente, la democrazia non è a rischio quando un consulente di nome Gioacchino Genchi, assai utilizzato da De Magistris, è libero di scorrazzare nella sterminata prateria delle utenze telefoniche e di annotare se Tizio telefona a Caio, se Caio telefona a Sempronio e se Sempronio telefona a mia sorella. (…) Meno male che ora sulle libertà inviolabili e la tenuta democratica vigileranno Di Pietro, De Magistris, Vulpio e, chissà mai?, magari anche lo stesso Genchi candidato all’ultimo momento come colpo finale del calcio mercato elettorale. Una ronda democratica in giro per l’Europa, diciamo così. Una ronda dei valori (…)
Libero
Gianluigi Paragone
19 marzo 2009
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Commenti

sono un giovane "democratico" della generazione post ideologica della politica italiana ma non per questo meno sensibile ai valori che da credente ritengo siano alla base dell'impegno politico inteso come vincolo caritatevole e salvaguardia del bene comune. Rispetto la sua candidatura nelle file del Pdl alle prossime europee, tuttavia, il percorso politico che fino a ieri l'aveva distinta per parsimonia e coerenza, oggi la vede proprio nel luogo meno indicato per un "libero e forte" quale la ritengo. Ho contestato da militante la linea di Veltroni, condivido appieno l'iniziativa portata avanti fino ad oggi dal neo segretario Franceschini, con cui le condivide, me lo lasci dire, passione e radici. Resto dell'idea che in Italia non ci sia uno spazio naturale per il "centro" e che con questa destra non sarà mai possibile pensare che l'Italia possa essere un paese a tutti gli effetti normale. Mi rattrista il fatto che lei abbia scelto proprio Berlusconi e non Casini (parente più prossimo direi)per rivendicare propria appartenenza al PPE. Detto questo le auguro ogni bene. Cordialità, Francesco P. (Tessera PD) Citazione
e sulla sua correttezza politica non ho mai avuto dubbi.
La sua rinascita politica come da lei citato fa feleice me e penso molti italiani: la politica Italiana ha tanto bisogno di persone come Lei. Citazione
vorremmo informarla che in data 31.03.2009 è stata costituita l?Associazione ?Vittime di De Magistris?; l?iniziativa nasce da un gruppo di rappresentanti, dipendenti, imprese e fornitori della Società Marinagri Spa, proprietaria del Complesso Turistico Ecologico Integrato Marinagri sito in Policoro (MT), posto sotto sequestro preventivo in data 17.04.2008 in seguito alle indagini svolte dall?allora Pubblico Ministero di Catanzaro Luigi De Magistris e a tutt?oggi ancora bloccato.
Stiamo attivando il sito internet www.vittimedidemagistris.org sul quale sarà possibile prendere visione dello Statuto dell?Associazione ed accedere alla scheda di adesione on-line che chiunque potrà sottoscrivere.
L?Associazione ha anche un indirizzo e-mail già attivo: info@vittimedid emagistris.org al quale è possibile far pervenire indicazioni, commenti, comunicazioni ed esperienze di quanti, come noi, siano stati coinvolti in azioni giudiziarie avviate dall?ormai ex PM che a nostro avviso, candidandosi per le elezioni europee, ha palesato il vero fine di tutte le indagini da lui avviate in questi anni: pura propaganda mediatica!
Ritenendo di aver fatto cosa gradita informandola di tale iniziativa le porgiamo cordiali saluti
L?Associazione ? Vittime di De Magistris? Citazione
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